Nel primo trimestre 2026, le banche dell’area euro hanno ulteriormente inasprito i criteri di concessione del credito nei confronti di imprese, famiglie e mutuatari, registrando la stretta più marcata dal terzo trimestre 2023 e superiore alle attese formulate dagli stessi istituti. È quanto emerge dalla più recente Bank Lending Survey della Banca Centrale Europea, pubblicata il 28 aprile 2026.
Secondo la BCE, il fenomeno è riconducibile soprattutto al peggioramento del quadro economico, all’incertezza geopolitica, all’aumento dei rischi percepiti e alla minore propensione al rischio da parte del sistema bancario. Tra i fattori richiamati figurano anche le tensioni sui mercati dell’energia, l’esposizione verso imprese energivore e il deterioramento delle condizioni di finanziamento delle banche stesse sui mercati.
Con riferimento ai prestiti alle imprese, l’indagine segnala un irrigidimento netto del 10%, valore superiore sia alle attese sia alle medie storiche, nell’ambito di una dinamica restrittiva in atto dalla metà del 2025. La stretta si è rivelata più accentuata nei confronti delle PMI rispetto alle grandi imprese e maggiormente pronunciata sulle scadenze a lungo termine.
Anche sul fronte delle famiglie si registra un peggioramento delle condizioni di accesso al credito. Per i mutui immobiliari l’inasprimento è stato contenuto ma comunque presente, mentre per il credito al consumo la restrizione è risultata più significativa. Parallelamente, è aumentata la quota delle domande di finanziamento respinte, in particolare proprio nel comparto del credito al consumo.
Le prospettive per il secondo trimestre 2026 restano improntate alla cautela. Le banche si attendono infatti un ulteriore irrigidimento dei criteri di erogazione, sia per i finanziamenti alle imprese sia per i mutui e il credito al consumo. Allo stesso tempo, la domanda di prestiti è prevista in calo, penalizzata da minori investimenti delle imprese, da una fiducia più debole delle famiglie e da una riduzione degli acquisti di beni durevoli.
Sul piano geografico, la BCE rileva che nei principali Paesi dell’area euro le condizioni per il credito alle imprese sono peggiorate in Spagna, Francia e Germania, mentre in Italia il quadro segnalato dalle banche è rimasto sostanzialmente stabile.
In sintesi, il messaggio che emerge dall’indagine è chiaro: il sistema bancario europeo sta adottando un approccio più prudente, in un contesto ancora segnato da instabilità economica, tensioni internazionali e costi di raccolta più elevati. Per imprese e famiglie ciò significa un accesso al credito più selettivo, maggiori difficoltà nel finanziamento di investimenti e consumi e, più in generale, un quadro finanziario meno favorevole nel breve periodo.
Fonti: https://www.ilsole24ore.com/art/bce-banche-area-euro-stringono-standard-credito-AIy1UakC
Fonti: https://www.bancaditalia.it/media/bce-comunicati/index.html?page=1

